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Titoli di Stato, svolta negativa

di Luigi dell’Olio, Monitorimmobiliare 13 Gennaio 2018

A lungo annunciata e temuta, la svolta è arrivata e non si tratta di una notizia positiva per i piccoli risparmiatori, tradizionalmente abituati a dedicare al comparto obbligazionario una quota importante dei propri portafogli.

Con la Fed impegnata nella normalizzazione dei tassi ufficiali, la Bce che inizia a mandare segnali al mercato sulla riduzione degli stimoli monetari e la Bank of England che ritocca verso l’alto il costo del denaro, il mercato ha deciso di non scommettere più sulle emissioni sovrane dei Paesi occidentali. Con il risultato di una brusca flessione per i titoli del settore.

 

Capitalizzazione in calo

Il rendimento del Bund decennale è salito allo 0,54%, cosa che non accadeva da cinque mesi. Mentre il Treasury di pari scadenza ha toccato quota 2,59%. Per rivedere lo stesso livello bisogna tornare a marzo 2017. Anche il BTp italiano ha chiuso su livelli sostenuti, sopra il 2% (2,03%). Quando i rendimenti salgono, il valore di chi ha questi titoli in portafoglio scende.

La capitalizzazione globale dei bond è scivolata da inizio anno di 600 miliardi di dollari: oggi vale poco più di 49,3 mila miliardi, dopo aver sfiorato i 50mila miliardi a fine 2017, il livello più alto di tutti i tempi.

Né lo scenario sembra destinato a cambiare a breve: nei giorni scorsi la Bank of Japan ha ridotto da 200 a 190 miliardi di yen il target relativo agli acquisti di bond governativi a 10-25 anni, e a 80 da 90 miliardi quelli da 25 a 40, riducendo nel complesso gli stimoli monetari di 20 miliardi di yen. Considerato che finora la banca centrale nipponica è stata tra le più espansive, si tratterebbe di un cambio di rotta destinato ad avere un certo seguito sul mercato.

 

Incognita Cina

Resta poi da inquadrare la posizione della Cina. Secondo alcune agenzie stampa, le autorità di Pechino avrebbero intenzione di avviare un piano di riduzione dell’esposizione in titoli del debito pubblico Usa temendo una prossima caduta dei prezzi. Il Governo cinese si è affrettato a smentire questa possibilità, parlando addirittura di “fake news”, ma l’incertezza intorno al settore resta, considerato che la Cina è il secondo detentore del debito pubblico americano.

Sta di fatto che lo scenario è quanto mai complicato per chi è stato abituato a considerare le emissioni obbligazionarie dei Paesi più solidi come la componente preponderante del portafoglio per la natura storicamente difensiva di questi asset.




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QUOTAZIONI
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
Aedes -0.75 0.3310 105,854,856 0.165
Beni Stabili 2.76 0.7830 1,777,091,165 7.692
Brioschi -2.17 0.0632 49,780,418 0.017
Coima Res -1.24 7.9600 286,615,720 0.429
Dea Capital -2.98 1.3040 399,822,178 0.527
Gabetti Holding -1.95 0.3020 17,716,048 0.026
Hi Real -3.00 0.0291 2,114,861 0.000
Igd 0.95 7.3180 807,482,046 1.989
Italcementi 0.00 10.5800 3,695,283,794 0.000
Mutuionline -3.99 12.9800 519,200,000 4.074
Nova Re -0.63 4.5215 46,924,918 0.006
Prelios 0.00 0.1162 158,506,911 0.000
Risanamento -2.89 0.0269 48,442,710 0.217
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
0.17 1,402.4000 145,633 0.001
-1.04 988.0000 83,834,764 0.004
0.00 838.1000 55,883,670 0.000
0.32 281.0500 146,573,196 0.031
0.71 55.0000 33,000,165 0.001
0.82 49.4000 13,262,616 0.000
-0.11 466.5000 56,913,000 0.000
0.18 84.9500 178,847,189 0.000
0.28 431.8000 48,965,256 0.000
0.64 86.5000 125,851,186 0.054
1.08 410.0000 23,124,000 0.000
1.47 24.8500 1,528,374 0.000
0.00 3.7500 0 0.000
-0.02 116.0000 7,980,800 0.001
-1.45 1,200.0000 0 0.026
1.26 546.9000 70,550,100 0.079
0.00 285.0500 17,103,000 0.002
3.33 279.0000 0 0.004
-2.07 56.8000 36,726,312 0.000
1.28 780.9000 124,944,000 0.063
0.00 650.0000 20,052,500 0.000
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