NEWS

TCW: Banche centrali sempre più caute, in arrivo un’ondata di tagli

di Marcela Meirelles, Managing Director Fixed Income, TCW 11 Giugno 2019

Nel complesso, i mercati obbligazionari non stanno più prezzando un proseguimento della normalizzazione delle politiche monetarie. La recente svolta negativa nella disputa commerciale USA-Cina è solo l’ultimo di una serie di elementi a sfavore della tesi che l’economia mondiale possa proseguire felicemente come se niente fosse, metabolizzando a poco a poco i problemi di indebitamento e creando spazio per un rialzo dei tassi da parte delle banche centrali, se pur graduale. Questo scenario non è completamente escluso, ma è probabile che la strada da qui in avanti sarà molto accidentata, specialmente per le economie più orientate all’esportazione e più dipendenti dall’apertura commerciale, da bassi attriti nelle reti di produzione globali e da un sentiment di business positivo.

 

Dovendo affrontare questo livello di incertezza, i banchieri centrali hanno già deciso che è meglio peccare per eccesso di cautela, piuttosto che per difetto. Cautela può significare una riduzione preventiva dei tassi, prima di trovarsi in una situazione in cui lo scenario economico avverso richiederebbe tagli più incisivi, ma ciò risulta impossibile perché si è già raggiunto il limite inferiore per i tassi di interesse – lo zero.

 

La decisione da parte della Reserve Bank of New Zealand di tagliare il tasso di riferimento di 25 punti base all’1,5% all’inizio di maggio rientra proprio in quest’ottica. Anche la Reserve Bank of Australia ha seguito la stessa strada, con un taglio di 25 punti base all’1,25% a inizio giugno. Lo spostamento verso politiche più accomodanti non si limita ai Mercati Sviluppati: in Malesia, considerando l’inflazione headline e core limitata e le difficoltà legate alle dispute commerciali, la Banca Centrale ha deciso di tagliare il tasso di riferimento di 25 punti base al 3%. La Bank of Indonesia potrebbe essere la prossima a muoversi in questa direzione.

 

Vi sono poche banche centrali da parte delle quali sono attesi rialzi nei prossimi due anni. Tra queste vi è la Bank of England, con un modesto incremento di 25 punti base ancora interamente prezzato dal mercato. Ciò potrebbe non essere destinato a durare, data la totale mancanza di progressi nella ricerca di un framework che garantisca un’uscita ordinata del Regno Unito dall’Unione Europea. L’elezione di numerosi candidati del Brexit Party di Nigel Farange al Parlamento Europeo rafforza i timori che la soluzione di uscita finale non prevederà legami commerciali stretti tra UK e Unione, né preserverà il confine senza barriere tra Irlanda e Irlanda del Nord, la cui importanza va ben al di là del commercio.

 

La valutazione dei mercati è che una normalizzazione monetaria dell’Eurozona sia sostanzialmente da escludersi per i prossimi due anni. Si tratta sicuramente di uno scenario molto ‘dovish’. D’altra parte, stanno continuando a sommarsi fattori che disincentivano un rialzo dei tassi. Uno di questi è ovviamente il rischio legato alle tensioni commerciali. Oltre all’impatto diretto tramite il commercio, l’improvvisa svolta negativa nelle trattative tra USA e Cina ha innescato la chiusura dei carry trade finanziati in euro. Un euro più forte – considerando il tasso di cambio ponderato in base agli scambi commerciali – può essere svantaggioso per l’inflazione dell’Eurozona. Inoltre, rimane lo spettro del debito pubblico italiano sullo sfondo, un tema che potrebbe svilupparsi in modo sfavorevole per i mercati.

 

Nonostante l’abbondanza di notizie preoccupanti che hanno spinto i banchieri centrali ad adottare politiche e toni sempre più accomodanti, gli spread sul credito stanno rimanendo stabili all’interno di un intervallo molto ristretto, se paragonato all’allargamento che si è verificato nel 2018. Gli spread si sono ampliati a partire dal deterioramento delle trattative commerciali Cina-USA, ma finora le reazioni degli investitori rivelano un’implicita convinzione che alla fine verrà raggiunto un accordo o perlomeno una tregua duratura.

 

 

MAPPA
COMMENTI
STESSA CATEGORIA
 
ULTIME NOTIZIE
QUOTAZIONI
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
00199843 -6.67 2.8000 203,491,761 0.000
Aedes -1.59 0.8060 25,816,457 0.059
Brioschi -0.52 0.0758 59,704,995 0.008
Coima Res -0.64 6.2400 225,304,922 0.107
Covivio -1.69 66.9000 6,321,250,679 0.097
Dea Capital 0.47 1.2760 340,197,040 0.093
Gabetti -0.60 0.3320 19,719,340 0.017
Heidelberg Cement 0.40 48.0200 9,527,959,226 0.029
Igd -1.29 3.4500 380,679,565 0.469
Mutuionline 0.11 18.8600 754,400,000 0.755
Nova Re -1.54 2.5600 28,192,138 0.010
Restart 2.06 0.5440 17,411,092 0.010
Risanamento -0.17 0.0605 108,951,076 0.085
Powered by Traderlink
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
1.08 925.0000 96,084,375 0.028
0.39 703.7000 59,711,056 0.195
0.00 746.0000 49,742,534 0.000
-0.90 220.0000 114,734,400 0.014
0.00 50.0000 13,423,700 0.000
-0.11 466.5000 56,913,000 0.000
0.00 84.8000 178,531,390 0.000
0.00 467.0000 52,956,866 0.000
1.11 63.9000 92,969,835 0.033
1.08 410.0000 23,124,000 0.000
1.47 24.8500 1,528,374 0.000
0.00 3.6710 0 0.000
0.00 36.1050 2,484,024 0.000
3.20 1,199.6000 0 0.043
-0.65 30.0050 3,870,645 0.000
0.30 47.2000 2,832,000 0.012
0.67 179.9000 0 0.013
0.00 58.6500 37,922,504 0.000
1.22 122.5000 19,600,000 0.020
-0.19 574.2000 17,714,070 0.018
Powered by Traderlink
NEWSLETTER

Registrati gratis per rimanere aggiornato

Iscriviti ora
La tua richiesta è andata a buon fine. Riceverai la newsletter con le nostre notizie più interessanti.
Ci sono stati problemi nell'ivio della richiesta. Prova nuovamente o inviaci una mail a info@monitorimmobiliare.it
TWITTER
SOCIAL
Subscribe to RSS followers 3.117 Fan 141.901 visualizzazioni 30.416 visualizzazioni 500+ collegamenti
EVENTI REAL ESTATE