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Laurea in indebitamento

di Brad Tank, Chief Investment Officer – Fixed Income 11 Aprile 2019

Quale rischio di bolla dovrebbe preoccuparci? Quello dei leveraged loan? Quello del credito BBB? O magari il debito studentesco dei Millenial?

 

Nell’ultimo anno, i mercati dei leveraged loan e del debito corporate BBB sono stati più volte considerati come possibili bolle in gestazione.

 

Verso la metà dell’anno scorso abbiamo sottolineato le nostre preoccupazioni e le sfumature che caratterizzano questi segmenti del mercato, ma il miglioramento che hanno registrato da inizio 2019 non ha suscitato altrettanto interesse. Come abbiamo fatto notare nell’ultimo Fixed Income Investment Outlook, il rischio sta significativamente diminuendo grazie all’andamento generale del mercato. È probabile che questi mercati in particolare offriranno agli investitori più in difficoltà un buon terreno di caccia quando il ciclo in atto cambierà rotta. Secondo noi, però, difficilmente rappresentano le calamità finanziarie che annunciano l’inizio della fine.

 

Quindi, dove dovrebbero concentrarsi i cacciatori di bolle? A volte le principali bolle si celano proprio davanti ai nostri occhi. E per quanto mi riguarda, la bolla più significativa e palese è oggi quella dell’istruzione universitaria negli Stati Uniti.

 

Equità

 

Qualche settimana fa l’FBI ha annunciato l’arresto di decine di genitori, funzionari universitari e faccendieri che avevano consentito agli studenti di accedere fraudolentemente – cioè mediante bustarelle – a diversi college e università d’élite. La bomba è esplosa sui notiziari il 12 marzo e occupa tuttora una posizione di rilievo nel panorama mediatico, tanta è la costernazione suscitata da questi genitori e amministratori apparentemente senza scrupoli e disposti a tutto pur di ottenere l’ammissione a questi college selezionati.

 

Il vero scandalo, però, ha una portata molto più ampia. Cova da anni e avrà ripercussioni economiche e politiche per molti anni a venire.

 

A un primo sguardo, il sistema universitario statunitense sembra l’incarnazione del successo. Quest’anno oltre i due terzi dei diplomati delle superiori andranno all’università: si tratta del 50% in più rispetto alla generazione dei Baby Boomer. Ma i costi di tutto ciò sono ormai alle stelle. Stando ai dati della Federal Reserve di New York, i giovani di età compresa tra i 19 e i 29 anni hanno accumulato un debito superiore ai 1000 miliardi di dollari, costituito principalmente da prestiti per gli studi.

 

In passato, l’indebitamento individuale cresceva leggermente e costantemente nell’arco di una vita. Oggi le cose sono cambiate. Mediamente, quando uno studente completa gli studi ha già debiti per 30.000 dollari.

 

Ciò significa che il livello di indebitamento totale della generazione dei Millenial equivale più o meno a quello della Generazione X e dei Baby Boomer. Ma mentre le generazioni precedenti si sono indebitate con i mutui immobiliari, quelle più giovani si sono indebitate unicamente con gli studi. Non stupisce che tra i Millenial i proprietari di prime case siano il 10% in meno rispetto a quelli della Generazione X vent’anni fa.

 

Non è un’esagerazione sostenere che – salvo cambiamenti – il debito studentesco statunitense ridurrà l’acquisto della prima casa, i consumi e la crescita economica di un’intera generazione.

 

E non è un’esagerazione prevedere che questo indebitamento influenzerà l’opinione sull’opportunità e sull’equità economica. Un recente sondaggio del Wall Street Journal ha evidenziato che i Millennial sono l’unica generazione statunitense a non considerare negativamente il socialismo.

 

Leader

 

170 anni fa, parlando delle bolle, Charles Mackay scrisse queste parole: “È stato ben detto che gli uomini pensano in branco; si è osservato che essi diventano matti in branco ma recuperano la ragione lentamente e uno alla volta”.

 

C’è qualcuno che sta rinsavendo e offrendo alternative sensate a questa bolla potenzialmente fatale ma in costante crescita che sta interessando il debito degli studenti? Fortunatamente sì.

 

Quattro anni fa, a Chicago, il sindaco Rahm Emanuel ha dato il via a un programma di borse di studio che ha consentito a chi si fosse diplomato alle superiori con la media del B o superiore, di fruire di un’istruzione gratuita presso la pubblica università cittadina. La maggior parte degli studenti partecipanti al programma, denominato “Star Scholarship”, punta alla laurea breve prima di passare a un programma di laurea quadriennale. Il sistema dei community college conta una ventina di college partner che offrono agli studenti meritevoli istruzione scontata e ammissione rapida.

 

Grazie agli sconti offerti, uno studente può completare un corso di laurea quadriennale al costo di 1,5 anni. Per gli studenti meno fortunati, che non possono accollarsi una montagna di debiti, si tratta chiaramente di un’offerta molto conveniente. Sin dal suo lancio, il programma ha riscosso un enorme successo, offrendo a migliaia di diplomati di Chicago una importante opportunità.

 

Può darsi che fare il sindaco di Chicago sia il lavoro più difficile del mondo e sicuramente gli organi di informazione hanno parlato sia bene che male di Rathm Emanuel. Ma è vero anche che mentre era in carica ha dato priorità all’accessibilità economica dell’istruzione superiore, alimentando le speranze di molti. Altri leader dovrebbero seguirne le orme.

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