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La politica monetaria accomodante della Bce è destinata a proseguire

di Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors 9 Aprile 2019

I recenti commenti della Bce suggeriscono che l’orizzonte del rialzo dei tassi potrebbe allontanarsi ulteriormente, date le incertezze sulle prospettive di crescita e i timori di scarsa inflazione. L’istituto intende inoltre preservare la capacità delle banche di finanziare l’economia dell’Eurozona.

 

In sintesi:

 

Alla prossima riunione la Bce dovrebbe confermare una politica monetaria estremamente accomodante; la pausa nel processo di normalizzazione potrebbe protrarsi e i tassi a breve sono ben ancorati.

 

Probabilmente le autorità monetarie citeranno l’incertezza sulle prospettive di crescita e i timori per le scarse attese di inflazione a giustificazione della linea ultra-accomodante.

 

L’istituto vorrà forse sottolineare di avere ulteriore margine di allentamento, anche se in questo modo potrebbe alimentare l’incertezza sul mercato.

 

Il 10 aprile, alla prossima riunione del comitato di politica monetaria, la Bce dovrebbe confermare una linea estremamente “dovish”. Andavano in questa direzione le dichiarazioni rilasciate da Mario Draghi dopo la riunione di marzo, che annunciavano l’intenzione di lasciare il tasso di deposito invariato al -0,40% almeno fino al 2020. Durante la conferenza del 27 marzo il Presidente della Bce ha addirittura affermato che stava valutando come preservare i benefici dei tassi negativi per l’economia dell’Eurozona mitigando al contempo gli effetti collaterali sulle banche.

 

Ciò significa che l’orizzonte del rialzo dei tassi potrebbe allontanarsi ulteriormente – o addirittura che il tasso di deposito del -0,40% potrebbe scendere ancora in caso di crisi. La redditività delle banche dell’Eurozona è erosa da quella che di fatto è una tassa di 40 punti base sulle riserve in eccesso, e la Bce intende preservare la capacità degli istituti di finanziare l’economia. È pertanto possibile che la Bce annunci la creazione di una linea di deposito multi-tier, sulle orme delle Banche Centrali di Svizzera, Giappone, Danimarca e Svezia. In questo caso, la tassazione delle riserve in eccesso delle banche scatterebbe ad di sopra di una certa soglia, diversa per ogni istituto.

 

Queste considerazioni potrebbero riflettersi anche nei termini del terzo round di TLTRO – prestiti a basso costo erogati dalla Bce alle banche – previsto per settembre. I dettagli dell’operazione non sono ancora disponibili, ma non ci sorprenderebbe che la TLTRO 3 prevedesse un tasso inferiore al tasso di rifinanziamento (cioè un tasso negativo simile a quello della TLTRO 2).

 

La Bce si è servita degli ultimi comunicati per dimostrare di avere ancora margini di manovra – al di là del quantitative easing che fa già parte degli strumenti a disposizione – e che la politica monetaria non ha raggiunto i suoi limiti. Nello stesso tempo, la Bce opera in un contesto condizionato da una Federal Reserve “dietro la curva”, un nuovo posizionamento che gli investitori interpretano come una pausa duratura nel rialzo dei tassi.

 

Ci interroghiamo anche sul timing e sul contenuto della nuova forward guidance della Bce. L’istituto insiste sul margine di manovra, sollevando così dei dubbi sulle prospettive di crescita e inflazione dell’Eurozona, forse peggiori del previsto. Ponendo l’accento sui rischi economici e su misure di emergenza che al momento non sembrano necessarie, la Bce potrebbe alimentare l’incertezza che pesa ancora sui mercati.

 

Nel recente passato i tassi a breve dell’Eurozona non erano mai stati così ben ancorati; ciò prepara la via a tassi più bassi lungo tutta la curva – e più a lungo di quanto prevedessero gli investitori.

 

È probabile che la curva tedesca si assesti in territorio negativo per un periodo prolungato. In caso di recessione nell’Eurozona – un’eventualità che non rientra nel nostro scenario di base – la prospettiva di un tasso di deposito ancor più negativo potrebbe portare i tassi a lungo termine in territori inesplorati. In tale contesto, una cosa è certa: il motto “mai short sul Bund” sembra più che mai valido.

 

MAPPA
COMMENTI
 
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QUOTAZIONI
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
Aedes 2.61 1.7700 56,693,709 0.198
Brioschi 0.76 0.0800 63,013,188 0.007
Coima Res -0.78 7.6600 275,813,620 0.813
Covivio -0.21 93.5000 7,783,028,077 0.338
Dea Capital 0.40 1.5100 462,984,271 0.464
Gabetti Holding 0.31 0.3210 18,968,185 0.006
Heidelberg Cement 0.58 73.0600 14,496,307,810 0.022
Igd 0.00 6.7100 740,394,169 0.693
Mutuionline -0.34 17.5400 701,600,000 0.216
Nova Re 2.96 4.1800 43,380,772 0.000
Restart -2.21 0.4860 15,542,567 0.043
Risanamento 0.80 0.0252 45,381,275 0.042
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0.37 1,578.8000 163,915 0.069
1.19 1,156.8000 98,090 0.033
0.28 932.6000 62,184,835 0.036
-0.02 239.8500 125,086,572 0.042
0.00 50.0000 13,423,700 0.000
-0.11 466.5000 56,913,000 0.000
0.00 84.8000 178,531,390 0.000
0.00 467.0000 52,956,866 0.000
-0.38 105.6000 153,640,291 0.037
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1.47 24.8500 1,528,374 0.000
1.32 3.6475 0 0.011
0.00 36.1050 2,484,024 0.000
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-1.98 291.5000 37,603,500 0.004
0.00 251.3500 15,081,000 0.000
0.00 284.0000 0 0.000
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