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Capital Group: Cina, questa volta sarà diverso

di Stephen Green, Economista di Capital Group 21 Marzo 2019

Le prospettive dell’economia cinese per il 2019 e oltre ruotano intorno a due domande cruciali: Pechino lancerà un nuovo programma di stimolo che aiuti a contrastare il chiaro trend di rallentamento a cui stiamo assistendo?

 

E, se sarà questo il caso, sarà abbastanza importante da avere un impatto significativo?

 

Per il momento i mercati azionari sembrano essere ottimisti. I titoli cinesi sono cresciuti del 15% nei primi due mesi dell’anno, secondo i dati dell’MSCI China Investable Market Index. Dopo un 2018 difficile, gli investitori sono ottimisti rispetto a un rimbalzo economico, accoppiato a un accordo per evitare una guerra commerciale con gli USA su larga scala. Crediamo che le probabilità che si raggiunga un accordo a breve siano elevate, ma al tempo stesso siamo convinti che l’economia cinese continuerà a rallentare, con le misure di stimolo che deluderanno le aspettative del mercato. Le riprese spinte dagli investimenti a cui ci siamo abituati in passato non si ripresenteranno più.

 

Crediamo che quello attuale sia un ciclo unico nella storia pluridecennale della crescita economica cinese. Diversi indicatori chiave dell’economia stanno rallentando in maniera coordinata - immobiliare, esportazioni, manifattura, spese al consumo e fiducia delle imprese. Qualche aumento degli investimenti nelle ferrovie non basterà a invertire questo trend. Ci vorrà tempo prima che questo ciclo si concluda.

 

Facendo un passo indietro e assumendo una visione di insieme, il tasso di crescita cinese sta diminuendo a causa di importanti trend di lungo periodo all’interno dell’economia, come il diminuire della forza lavoro e una crescita della produttività più contenuta. Si tratta dell’inevitabile processo di maturazione a cui vanno incontro i
cosiddetti “mercati emergenti” quando crescono oltre questa etichetta. Se si aggiungono altri fattori ciclici - come gli sforzi per il deleveraging delle statalizzate (SOE) da parte del governo, il terremoto nel sistema bancario ombra, i tentativi di raffreddare il mercato immobiliare - le prospettive di crescita di breve periodo risultano compromesse.

 

Inoltre, sembra che Pechino non intenda ripetere le misure di stimolo su larga scala lanciate tra il 2015 e il 2016, che hanno proiettato in avanti l’economia e sostenuto la crescita dell’azionario cinese nel 2017. Il timore di oggi è che un’ulteriore iniezione di stimoli porterebbe a una nuova accelerazione del mercato immobiliare, che entrerebbe in territorio da bolla, e a un’estremizzazione delle problematiche cinesi legate al debito. Abbiamo già assistito a un pacchetto di misure di stimolo di minore entità - sotto forma di piccoli tagli fiscali e minori requisiti di riserva per le banche - che non è tuttavia sufficiente ad avere un impatto significativo sulla crescita.

 

Un dato economico da monitorare attentamente è il tasso di crescita del credito, dato che risulta essere un indicatore affidabile. La crescita del credito, linfa vitale di ogni economia, è stata interessata da un trend discendente su base annua a partire dal 2010. Le nostre stime indicano come possibile una minima crescita nel 2019 ma, lo ripetiamo, non abbastanza da influire in maniera significativa sul rallentamento del ritmo di crescita del PIL cinese.

 

Il protrarsi della guerra commerciale con gli USA potrebbe avere un impatto negativo. Abbiamo già assistito a un significativo calo del commercio nella seconda metà del 2018, anche se si è poi registrato un minimo rimbalzo a inizio anno. Più che i dazi in sé, il vero effetto negativo è stato il calo della fiducia all’interno del settore privato
cinese. Anche gli USA hanno perso miliardi in mancati scambi e in prezzi più elevati per i propri consumatori.

 

Quindi entrambe le parti hanno un forte incentivo ad arrivare almeno ad un accordo sul breve periodo che riduca i dazi attuali e potenzialmente apra ad ulteriori opportunità di scambio da entrambi i lati del Pacifico. È un campo in cui sono attese novità da un giorno all’altro.

 

Anche se il rallentamento cinese riduce il supporto a livello macroeconomico, non va a incidere sulle singole opportunità che è possibile identificare attraverso un’attività di ricerca bottom-up, basata sui fondamentali e che analizza società per società. Gli investitori con un approccio cauto e selettivo potrebbero trovare opportunità interessanti tanto nelle società cinesi interessati da trend di crescita secolari quanto nelle multinazionali che hanno un importante giro di affari in Estremo Oriente, come Apple, Nike e Starbucks.

 

Buone opportunità sono presenti anche nelle società sia domestiche che estere che offrono servizi finanziari e legati ai viaggi alla crescente classe media cinese, o nelle società tecnologiche innovative che progettano e producono semiconduttori per i dispositivi mobili e per l’automazione industriale.

 

Nell’ultimo trimestre alcune multinazionali statunitensi hanno segnalato una diminuzione della crescita del fatturato in Cina, che hanno portato a un importante sell-off nei mercati globali. Questo va sicuramente preso in considerazione, ma anche le prospettive di lungo periodo per la vendita di smartphone, sneaker e caffè nel Paese più popoloso al mondo.

 

Tra le società quotate basate in Cina le valutazioni appaiono sicuramente più interessanti oggi di quanto non lo fossero nel 2017. Gli investitori potrebbero voler prendere in considerazione anche le implicazioni di un’ulteriore apertura alle società straniere da parte della Cina come parte dei futuri accordi di scambio. Inoltre, negli ultimi anni il programma Stock Connect cinese ha reso più semplice per gli investitori esteri l’ingresso nel mercato delle A-share. Le società attive nel campo dei software, ad esempio, stanno iniziando a prendere piede nel mercato domestico, ed è iniziata la sfida per offrire servizi basati sul cloud. Un accordo tra USA e Cina potrebbe anche migliorare la protezione della proprietà intellettuale, che dovrebbe andare a favore dei nomi domestici più importanti del settore, oltre che delle multinazionali che operano in Cina.
Come sempre, la selettività e una ricerca approfondita sono le chiavi per identificare queste opportunità specialmente in un contesto economico sfidante come quello attuale.

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QUOTAZIONI
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
Aedes 2.61 1.7700 56,693,709 0.198
Brioschi 0.76 0.0800 63,013,188 0.007
Coima Res -0.78 7.6600 275,813,620 0.813
Covivio -0.21 93.5000 7,783,028,077 0.338
Dea Capital 0.40 1.5100 462,984,271 0.464
Gabetti Holding 0.31 0.3210 18,968,185 0.006
Heidelberg Cement 0.58 73.0600 14,496,307,810 0.022
Igd 0.00 6.7100 740,394,169 0.693
Mutuionline -0.34 17.5400 701,600,000 0.216
Nova Re 2.96 4.1800 43,380,772 0.000
Restart -2.21 0.4860 15,542,567 0.043
Risanamento 0.80 0.0252 45,381,275 0.042
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VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
0.37 1,578.8000 163,915 0.069
1.19 1,156.8000 98,090 0.033
0.28 932.6000 62,184,835 0.036
-0.02 239.8500 125,086,572 0.042
0.00 50.0000 13,423,700 0.000
-0.11 466.5000 56,913,000 0.000
0.00 84.8000 178,531,390 0.000
0.00 467.0000 52,956,866 0.000
-0.38 105.6000 153,640,291 0.037
1.08 410.0000 23,124,000 0.000
1.47 24.8500 1,528,374 0.000
1.32 3.6475 0 0.011
0.00 36.1050 2,484,024 0.000
0.02 1,026.8000 0 0.064
-1.98 291.5000 37,603,500 0.004
0.00 251.3500 15,081,000 0.000
0.00 284.0000 0 0.000
0.00 58.6500 37,922,504 0.000
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