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L’euro troppo forte fa paura

di Luigi Dell'Olio, Monitorimmobiliare 10 Settembre 2017

Chi si aspettava indicazioni da Mario Draghi sulla fine degli stimoli monetari è rimasto deluso. Nella conferenza stampa seguita alla riunione della Bce, il presidente dell’Eurotower ha fatto sapere che i tempi sono prematuri per abbassare la guardia. L’economia dell’Eurozona è indubbiamente in ripresa, ma non ancora abbastanza forte per andare avanti esclusivamente con la forza delle proprie gambe.

 

Occhio all’inflazione                  

La dinamica dei prezzi al consumo non è centrale solo per il settore immobiliare, ma riguarda tutta l’economia dell’area. Se l'inflazione della zona euro non riparte anche a causa della forza del cambio, ha sottolineato Draghi, la Bce non può che tenere il piede pronto a premere sul pedale dell'acceleratore con le misure di stimolo all'economia. "Nel caso in cui l'outlook diventasse meno favorevole o se le condizioni finanziarie diventassero inconsistenti con gli ulteriori progressi verso l'aggiustamento sostenuto dell'andamento dell'inflazione, siamo pronti ad aumentare il nostro programma di acquisto titoli in termini di grandezza e durata", ha sottolineato Draghi, puntualizzando che "siamo ancora ben lontani da un rialzo dei tassi di interesse. La Bce si aspetta che questi ultimi resteranno sui livelli attuali ben oltre l'orizzonte del Qe". Quindi l’Eurotower si tiene le mani libere, in attesa di capire come evolverà la situazione.

 

Pesa la competitività dell’export

La moneta unica europea, rafforzatasi prima alla luce dell’affievolirsi dei movimenti antisistema nel Vecchio Continente poi per la sfiducia generalizzata degli investitori verso l’amministrazione Trump, rischia di diventare una zavorra per le imprese europee che esportano verso i mercati mondiali, riducendone la competitività in termini di prezzi. “Il tono tenuto su questo argomento da Draghi è stato meno aggressivo di quanto ci si attendesse dopo il recente apprezzamento dell'euro e, quindi, non dovrebbe essere in grado di interromperne il trend di forza alimentato anche dall'attesa del futuro tapering”, è l’opinione di Marco Vailati, responsabile ricerca e investimenti di Cassa Lombarda. Secondo Antoine Lesné, responsabile Emea strategy & research per Spdr Etfs, “l’euro rimane forte anche per la maggiore debolezza dell’economia statunitense: questo potrebbe costituire un problema in caso di aumento troppo rapido”. Quanto alle indicazioni d’investimento, Lesné vede uno scenario “favorevole agli asset più rischiosi”.

Marco Palacino, managing director per l’Italia di Bny Mellon Im, conferma il clima di fondo sostanzialmente positivo, anche se con una situazione più selettiva sui mercati finanziari: “Le domande sull’andamento delle valute sono state accantonate diplomaticamente da Draghi, ma è evidente che la forza dell’euro potrebbe rappresentare una spina nel fianco per l’Eurozona e per gli eventuali piani di tapering della Bce. Ci attendiamo che i mercati tornino quindi a concentrarsi sui dati fondamentali e i principali eventi geopolitici in Asia e negli Stati Uniti, con possibili picchi di volatilità in vista dei due prossimi eventi fondamentali per la traiettoria dell’Eurozona: le elezioni in Germania e la prossima riunione della Bce in ottobre”.


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