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Germania: il gioco delle coalizioni

di Wolfgang Bauer, gestore del team Retail Fixed Interest di M&G Investments 22 Settembre 2017

Una vittoria di Angela Merkel alle elezioni che si terranno domenica sera in Germania non sarebbe una sorpresa, soprattutto se consideriamo la forza dell’economia tedesca (basso livelli di disoccupazione, una buona crescita del PIL). Naturalmente, si potrebbe discutere di quanto la ripresa economica tedesca sia merito delle politiche della Merkel, o delle ampie riforme del mercato del lavoro del suo predecessore, Gerhard Schröder, o ancora della forte domanda globale di prodotti di esportazione tedeschi. Tuttavia, il contesto economico positivo è stato senz’altro favorevole alla Merkel in quanto Cancelliera in carica.

 

Partiamo dallo scenario di base: lunedì mattina, Angela Merkel è ancora la Cancelliera tedesca. Ci sono fondamentalmente tre opzioni che si possono verificare:


1. Continua la Grande Coalizione tra il partito della CDU/CSU e il partito SPD. Un risultato non sorprendente, quindi è probabile che la reazione del mercato sia nulla. Alcune domande interessanti: siccome ci si aspetta che il partito SPD perda voti, significa che la Merkel sta diventando ancora più potente e predominante all’interno della coalizione? Wolfgang Schäuble continuerà a essere il Ministro delle Finanze? Lui e la Merkel hanno spesso assunto i ruoli di poliziotto buono/poliziotto cattivo, con Schäuble che ha adottato sempre la posizione più dura pro-austherity. Se dovesse venire rimpiazzato, questa posizione potrebbe indebolirsi, aumentando la probabilità di una mutualizzazione del debito (Eurobond etc.).

 

2. Coalizione tra CDU/CSU e FDP. E’ un’opzione meno probabile e solo possibile se sia CDU che FDP portano a casa ottimi risultati. In questo scenario, il partito della Merkel sarebbe al momento il partner con il maggior numero di voti. Tuttavia, il partito FDP potrebbe voler negoziare fortemente le condizioni. L’ultima volta in cui hanno formato un governo di coalizione con la Merkel (2009-2013) la percezione è stata che non siano riusciti ad implementare molto di ciò che era nella loro agenda politica. Di conseguenza, il FDP ha perso un considerevole supporto e non è nemmeno riuscito ad arrivare al Parlamento nel 2013. 

3. Una ‘Coalizione giamaicana’ tra CDU/CSU, FDP e il Partito dei Verdi. La chiamano così perché l’insieme del colore dei partiti (nero, giallo e verde) è come quello dei colori della bandiera giamaicana. Una coalizione così si è già verificata in uno dei Parlamenti Regionali tedeschi, ad esempio nel Land Schleswig-Holstein, ma è altamente improbabile che questo si verifichi anche a livello federale. Una coalizione di tre partiti sarebbe probabilmente molto instabile e vi sarebbero forti differenze ideologiche tra il liberale FDP e il Green party, in particolare in materia di politiche economiche e riforma fiscale.

 

Che cosa succede se il risultato della Merkel è clamoroso (ovvero un risultato simile a quello del 2013, quando la CDU/CSU ha ottenuto il 41,5%)?

Si tratterebbe di un voto a favore della stabilità in Germania. Rafforzerebbe la sua posizione non solo in patria ma anche all'estero: primus inter pares tra i leader europei. Mi spingo a fare delle ipotesi, ma ciò potrebbe rendere più probabile la nomina del presidente della Bundesbank Jens Weidmann a nuovo presidente della BCE quando il mandato di Mario Draghi terminerà nel 2019. Questo scenario porterebbe probabilmente ad una politica monetaria più restrittiva nell'Eurozona.



Che cosa succede se il risultato della Merkel è deludente (ben al di sotto del risultato del 2013)?

Dipende tutto da quanto male andrà. Se domenica sera dovesse subire una drammatica perdita di voti, la posizione della Merkel risulterebbe ovviamente indebolita sia in Germania che all'estero. Potrebbe essere messo in discussione da parte del presidente francese Emmanuel Macron il suo ruolo di leadership non ufficiale all'interno dell'UE. Ciò renderebbe più probabile la mutualizzazione del debito dell'Eurozona e la creazione di un Ministro delle Finanze europeo, almeno nel medio termine. La nomina di Jens Weidmann a Presidente della BCE sarebbe meno probabile, cosicché la prosecuzione della politica espansiva della BCE sarebbe una possibilità realistica.

 

Angela Merkel è stata in passato disposta a cambiare rotta (su nucleare, salario minimo, matrimoni omosessuali, crisi migratoria e dei rifugiati) quando ha percepito che il sentiment degli elettori stava cambiando. Se domenica andrà male, la pressione aumenterà anche all'interno del suo stesso partito. Potrebbe cambiare di nuovo atteggiamento, verso un conservatorismo più accentuato, con una posizione più severa in materia di migrazione, centralizzazione dell'UE e così via.

 

Quali risultati otterrà la destra dell’AfD?

Molto probabilmente arriveranno al Bundestag per la prima volta (devono raggiungere almeno il 5% dei voti). In caso contrario, sarebbe una grande sorpresa. L' AfD è già entrato nei parlamenti regionali, ma si tratta essenzialmente di casi isolati. Nessun altro partito formerà presto schieramenti di coalizione insieme a loro. Quindi non ci sarà un impatto politico immediato quando entreranno nel Bundestag.

 

Tuttavia, possono esservi conseguenze indirette se ottengono un risultato importante (più del 10%). Anche in questo caso, è probabile che Merkel riorienti la sua agenda verso politiche più conservatrici. Potrebbe anche cambiare il loro tipo di narrativa, soprattutto alla luce del declino del populismo anti-UE evidenziato dai risultati elettorali di Olanda e Francia.

Ciò potrebbe ripercuotersi sui mercati. L'euro, che negli ultimi mesi si è andato rafforzando, potrebbe essere messo sotto pressione e potremmo di nuovi vedere un aumento dei premi al rischio sui bond periferici.

 

E l'impatto sulla Brexit?

Il Regno Unito è il terzo mercato di esportazione della Germania. Da pragmatica quale è, mi aspetterei che la Merkel puntasse a una soluzione di buon senso, per consentire alle imprese tedesche di continuare a vendere beni e servizi nel Regno Unito dopo Brexit con il minimo di barriere tariffarie e normative.

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